domenica 27 gennaio 2008

MISS FROTTOLE E MR DIFFIDENZA (27/01/2008)


Miss Frottole ben vestita
Bussa – toc, toc – suadente
Alle porte della Mia fiducia,
Che piano piano apre uno spiraglio;
La Miss sa il fatto suo!
Inizia una recita colorita
Fatta di “puoi credermi!”
“Non ti fidi ?!” in tutta
Questa farsa gli occhi suoi
Cercano vie di fughe
Dal mio sguardo sospetto.
Ma tante che le mura
Cominciano a venir giù
Sotto i colpi del suo sorriso
Pregno d’ “amicizia”
In superficie, che cela
Nell’intimo solo necessita.

Passano i mesi e gli anni
Son già tanti
E Miss Frottole
Continua melliflua di tanto in tanto
Il suo girarmi attorno
Intorpidendo i sensi miei
Con un dolcissimo profumo
Al limite della moralità;
Legato con promesse effimere
E sbattuto al tappeto può derubarmi.

Sono al limite;
Lei mai stanca
Torna a farmi visita:
Bussa prepotente – TOC! TOC! TOC! –
Alla porta della Mia fiducia,
Stupida! Non sa che
Il vento fresco sta soffiando
Per me, risvegliando Mr Diffidenza…
Conscio del suo furto
Posso finalmente difendermi.
Ora non più dolci parole
Dalle sue zozze labbra,
Ma un palese malessere
Si diffonde nell’aria
Appestandola con l’acre puzzo
Della sua pungente NECESSITA insoddisfatta.

Famelica mi avevi costretto
Entro una cella di plastica d’orata,
Ora io uccido te
Con un’overdose d’indifferenza.

martedì 22 gennaio 2008

DERUBATI DELLA PAURA (22/01/2008)


Poggio la testa sul braccio
Nascondendomi dallo sguardo
Perentorio del mondo sogghignante,
Cosa c’è che non trovo?
Ma sì è la paura!
Paura di rischiare,
Sento che potrei morire fra poco
Ma ho ancora un terrore incatenate
E non posso respirare
Fuori dal loro controllo.

M’incammino ben allineato
Sbarbato e pettinato a dovere,
Gli occhi fissi e vuoti
Denotano i lascivi tratti
Del mio ego inesistente
Perlopiù affittato o preso in prestito.

“A cosa può servire la passione
Quando è morta?”

Non ho paura, non sono vivo:
Bene sono solo nell’illusione di un tutto fittizio
Creato da un abile prestigiatore
M’inganno battito dopo battito
Di poter raggiungere uno scopo comune
Ma distolgo in continuazione lo sguardo
Dal buco che ho nel petto.

“Così non mi libererò mai!”

Riprendo a rimescolare le carte
Partite che durano istanti
Vite che non valgono una partita,
Dove sta la linea di demarcazione?
Vibro il colpo assestandolo
Nel punto che loro più proteggono
…I soldi cadono copiosi
Sono laghi sono mari sono oceani insensati!
Perdendo la loro consistenza cedono,
Ora posso riagguantare la mia paura!

lunedì 21 gennaio 2008

CADONO DAL CIELO (07/11/2007)



Cadono sogni dal cielo,
Bruciando in un lampo
Le speranze immaginarie
Di sventurati visionari,
Lasciati a bocca aperta
Con gli occhi sbarrati sentono
Piano, piano realizzarsi la fine.

Cadono lacrime dal cielo,
Pioggerellina estiva di ricordi passati
Ed i moribondi bagnati
S’affannano con i palmi alzati
Credono stupidamente nel sollievo
Dai peccati, mai goduti,
Ma che comunque li cingono dalla nascita.

Cadono parole dal cielo,
Svuotando il senso d’ogni azione
Patetici pazzi spingono al massimo
Le loro vite inerti doppiandosi insensatamente,
Non troveranno sollievo
Perché non hanno percezione
Dell’essenza del percorso.

domenica 20 gennaio 2008

SPAVENTAPASSERI



Ho costruito un grande spaventapasseri
Per tenere lontano
Il volo del tuo amore,
Perché non voglio più niente
Da questo sconosciuto
Dolce frutto avvelenato.

Il canto degli uccelli
Riecheggia sopra sotto dentro noi
Ci avvolge come una calda soffice coperta
Senti il fuoco della passione riaccendersi,
Non puoi continuare a combatterla,
Le domande hanno lasciato il posto alle certezze.

Tutti i muri eretti intorno al desiderio
Sono sempre più fragili,
La solitudine non è una buona amica,
Ormai la tua anima si è stancata
Persa alla ricerca di nuovi lidi,
Dove non ci sono corvi,
Ma solo grandiose fenici
Simbolo eterno,
Eterno come il nostro stancante Gioco.

domenica 13 gennaio 2008

RISVEGLIO ILLUSORIO


T’illudi d’avere sogni tuoi,
Ma in realtà sogni solo
Ciò che ti hanno inculcato,
Muori ogni giorno che passa
Perdendoti in questo mondo
Troppo grande ed oscuro,
Un labirinto di specchi
Guardi l’immagine riflessa
Ed è così diversa da te,
Ma mai sopra le righe
“Tua madre sarà felice”.

Gente repressa che si spara,
Altra che fa l’alternativa
Ma si sente peggio di me;
Per tutti c’è un unico filo conduttore
Una sola realtà,
La solitudine dei pensieri
Che si confonde nel deserto della speranza.

giovedì 10 gennaio 2008

LETTERA D’AMORE APERTA (31/03/2007)


Riposo nel tuo ventre
Così caldo e accogliente
Sentendo le tue labbra amorevoli
Sfiorarmi per un istante
Riesco a rialzare la testa
Ritrovo la fierezza nello sguardo.
Macino idee e sensazioni
Lungo la strada buia
Non temo le tenebre,
Ma il freddo pungente delle tue parole.

Inciampo goffamente su quelle parole;
Tu mi turbi!

Graffio le pareti della tua fragilità femminile
Maniaco convulsivo
Non mi accontento delle tue carezze
La tua lingua non mi basta più,
Le ali che mi hai regalato mi fanno sbandare
Giovane pazzo Icaro
Ho le vertigini,
I tuoi occhi sono il mio sole assassino…

Mi alzo spazientito dal tuo respiro sfuggevole!

Cerco e trovo
Domande a risposte
Ora è quello che mi serve,
Ora che tu mi hai ferito ancora
E lo farai per molte altre volte
Io sono il cieco masochista
Tu la padrona mai sazia delle mie urla straziate.

mercoledì 9 gennaio 2008

NELLA SUA PELLE (08/01/2008)


Ho lasciato che tutto appassisse
Fissando con occhi vuoti
I sogni ridursi in polvere,
Inginocchiandomi fra le lacrime asciutte
Ridendo nella notte priva di stelle,
Mentre tu mi guidavi
Fra le stanze della tua desolazione.

Altri errori che non commetterò
Altri sorrisi che non vivrò.

Rughe come edera sull’anima
Non danno respiro all’immaginazione,
Invecchierò nel freddo della tua ombra
Privandomi delle sofferenze dei tentativi,
Diventerò un involucro rosa sbiadito
Stretto nelle tue mani dormirò
Un sonno privo di dolore e passione.

Le lancette girano nello spazio immobile;
Il pungente olezzo dell’amore consumato
Mi ripagherà dei passi mai fatti?

lunedì 7 gennaio 2008

ANORMALI RISVEGLI (02/11/2007)


Brividi gelatinosi mi trafiggono le mani
Le palpebre restano fisse ed immobili
Tutto intorno a me è un naufragio di silenzio,
Il catechismo ha radici troppo forti.
Ascolto il suo latrato
Percependo i nuovi moti
Come contrazioni involontarie
Non me ne rendendo ancora conto!

Sbando girando su me stesso
Ebro di empiriche lezioni
Corro carico d’energie
Verso le “illegali” braccia della conoscenza
Protese grandi e magnifiche.
Mi fermo, penso,
Ansimo per lo spasimo nel cervello
Ora tanto m’è più chiaro.

Mi fermo a ripensare…

Voglio solo essere penetrato dalle mie idee
Non farmi attraversare per l’omologazione giornaliera,
ma tutto mi viene fatto apparire
Colmo di terrore immobilizzante,
Alla pari d’un edera nera
M’inquina il cuore
svolgendosi poi per tutto il corpo
Ricoprendolo d’un cancro maligno.

Rigiro su me se stesso
Con parabole contrarie al pensiero comune
Il coro canta fuori dai miei schemi,
Ma l’armonia la sto dettando io
Ora
Ed io solo ne conosco i tempi!

Aria fresca entra dallo spiraglio appena nato
Lasciando compenetrare forza e volontà
Tutto questo lo Stato ancora non lo sa;
Penetra fitta, fitta la fumosa nebbia nel cuore
Creando armonie libere da schemi
Eguagliabili a stormi di folli farfalle,
Sfreccianti e urlanti attraversano le vene
Moltiplicando all’infinito i colori dell’arcobaleno
Così che i riverberi della rabbia si cristallizzino
E la passione rinasca.

Manteco col soffio del mio spirito rinnovato
I sogni dormienti intorno a me
Solo ora posso concepire l’essenza della memoria correre.

domenica 6 gennaio 2008

LA RICERCA DELLA TRANQUILLITA (14/11/2007)


Indifeso nel buio in cui m’hai gettato
mentre mi tormento sulle cose andate,
tu ti accosti strisciando a me
mi sorprendi alle spalle
attaccando lesta la tua danza
fatta di sensi di colpa
scagliati ferocemente dai tuoi fianchi
sulla mia mente lacerata
dai troppi traumi raccolti sulla tortuosa Via.

Tu canti le tue ragioni
Sirena intonata sai come giocare
Strapazzandomi da marionetta quale m’hai reso
Cado e bruscamente mi rimetti in piedi;
Non vuoi sapere vuoi solo che rida!

Privo di forza mi alzo mestamente
Ciondolando la testa ricerco qualcosa di motivante
Qualcosa di lontano dal solito liserginismo
Un corpo solido che mi accolga,
Semplicemente mi stringa e non chieda
Ma taccia preso dall’ascoltare i miei peccati.

sabato 5 gennaio 2008

LUNA (08/01/1999)


Luna danzante di balli antichi
Persi, smarriti negli occhi rapiti
Di bambini assopiti
Col naso per aria,
Fan sogni magnifici
Risplendenti d’ingenuità
Si sa che nessuno ha
La risposta, un’unica verità.
Luna sognante
Luna ingannevole,
Come vino entri nella testa della gente
Cominciando il tuo ballo conturbante
Con quel profumo inebriante
Tingi di rosso il mondo arrogante!
Oh Luna, Luna
Fluttuando scappi leggera
Come una regina
Nella notte nera
Tu sei la candela
Ricercata da tutti per arrivare
Dove finisce il cielo.
Oh Luna…Luna antica
Tu sei la mia unica amica.

SERATA BLANDA


Mi lascio attraversare
Da centinaia di pensieri estranei,
Senza mai cercare
Di capirli e farli miei.
Resto così sdraiato
Su di un tetto
Chiamato insofferenza,
Mostrando i denti
Ma sentendomi debolissimo;
Il gelo dentro di te
Racconta più di quello
Che non hai mai detto,
Nessuno ha mai sfiorato il tuo cuore,
Ma tu hai sempre rubato
La passione di tutti.

La notte nasconde i miei occhi,
Ma le migliaia di luci incatenanti
Mi tengono fermo qui
Nel mio, fin tropo amaro,
Ristagnare, vivo così
Una vita a rallentatore.

Ti fai sopraffare

Da pensieri anomali
Lasciando trasparite sul tuo volto
I segni della solitudine,
Siamo due bolle di sapone
Che fluttuano nell’incertezza
Delle nostre vite,
Guardando in basso
Alla ricerca della nostra Strada,
Tal volta sfiorandoci
Nell’oscura serata blanda
Dove gli occhi si schiudono
Come dolci fiori estivi
Tutto appare più genuino,
Per un attimo le Strade
Di tutti si uniscono
Fondendosi e per quell’istante
Il lungo Viaggio solitario
E’ più felice…
Per quell’istante…

SOLI MORTI (25/11/2007)


Sbando sentendo il tuo respiro
Freno la macchina in corsa
Cerco le lacrime nel cruscotto
Trovo l’abbandono più profondo.

Fuochi d’artificio cangianti
Nascono sotto le ciglia,
Amori abortiti fra le coperte
Costretti comunque all’altare.

Passi frenetici e sguardi fugaci
Confusi fra i tanti amori
Ricercati nei gesti d’un nuovo amante
Confusi fra i tanti amori

Cresci fra le lenzuola immacolate
Cerci il tuo posto nel mondo
Sperando di trovarlo nell’alchimia.

Uccidi tutte le speranze
Credendo di farti del bene

Passi frenetici e sguardi fugaci
Confusi fra i tanti amori
Ricercati nei gesti d’un nuovo amante
Confusi fra i tanti amori

Muoio per te anche oggi
So che tu non mi vuoi
Muoio per te anche oggi
So che tu non mi cercherai
Ma il tuo sapore non mi abbandona
E così resto imbambolato a guardarti

Passi frenetici e sguardi fugaci
Confusi fra i tanti amori
Ricercati nei gesti d’un nuovo amante
Confusi fra i tanti amori

E POI...


Sento i passi,
Ma non riesco a vedere i volti
Mi sforzo così tanto
Da versare sconsolate lacrime di sangue.
Chiudo gli occhi
Per capire meglio l’errore,
Ma come chi pecca da sempre
Non riesco a riconoscere
I miei omicidi.

Un tarlo s’è annidato
Nel mio cuore
Come un’erba cattiva
A messo radici in tutto il mio corpo,
Impedendo alla mia anima
Di volare via da qua
Staccandosi da te.

venerdì 4 gennaio 2008

TRISTE RITORNO


Le gocce che cadono
Dal cielo grigio
Si depositano
Sul mio triste viso
Come dolci lacrime celesti,
Una nuova sconfitta per insegnarmi
Quanto dolore può dare
Lo stupido abbandonarsi a lei.

Basta…
Preferisco morire in un mare
Di solitudine, piuttosto che continuare
A camminare con quest’amarezza
Nel cuore…

Mi sento usato, mi sento usato…
Mi ha usato…

L’acqua continua a precipitare
Dalla volta sconsolata
Cadendo trascina con sé
Anche me, così mi perdo
Per non ritrovarmi più;
Sentendo tutto il male
Capendo cosa ho trascurato
Per seguirti in questa breve corsa
Dietro cui si trovano
Solo Alberi bruciati,
Che non potranno mai vedere il Sole,
Solamente immaginare
Forse solo così,
Potranno salvarsi,
Non contaminandosi con lei
Non conoscendo mai
La sua folle, devastante,
Sconsolante, stancante ingenuità.

ANELITO……


Lunghi sospiri
Interminabili tremolii dell’ego ferito
Inframmezzati da sorrisi malati,
Occhi stanchi incastonati
In un corpo confuso,
Indebolito dalla tua perfida ingenuità,
Riesci a ferire senza farti odiare.
Mi tieni rinchiuso nei tuoi bisogni,
Legandomi con complimenti dati
Come confetti ad un matrimonio
Tutti uguali senza sentimento;
Lasciami piangere di me.
Una mano mi stringe il cuore
Togliendomi ogni desiderio di te,
Triste e senza voglie
Pretendo solo di capirmi,
Forse di guarirmi
Da questa insopportabile debolezza.
(Rallentato come il mio battito
Torbido come il tuo comportamento
Sincero come te mai!)

giovedì 3 gennaio 2008

FINE D’UN SENTIMENTO (30/11/2007)


Fisso il tuo riflesso nello Specchio
Chiudo gli occhi e mi perdo...
Il tuo bacio che nasce sulle mie labbra
Il tuo vestito che mi sfiora la gamba.

Cerco in maniera folle il tuo sorriso nello Specchio
Ma ritrovo solo quell'istante di morte:
Tu nel tuo vestito sbiadire in lontananza
Con le dita intrecciate ad un altro sole.

Cammino appesantito dalle tue parole
Un tempo dolci sospiri di serenità
Ora solo promesse di dolore.

Il cielo se ne sta sempre là
Prendendo sfumature nuove,
Mentre nuvole pennellate con prepotenza
Tingono di un malinconico grigio la giornata
Che zoppicando cade esausta
Nell’orizzonte incandescente;
Io in quel fuoco mi voglio perdere
Ridendo amaro della mia sorte
Rivedo il tuo riflesso distorto
In quello Specchio ormai rotto.

NIENT’ALTRO DA DIRE (3/11/2007)




Mi Sembra di scomparire
Quando il tuo respiro caldo
Non è qua a consolarmi,
Nella notte spero di poter
Fermare le lancette
Ritornare fra le tue braccia ancora aperte
Aperte per me solo.

Volo con la mente leggero
Sospinto dal solo amore
Dalla dolce passione
Che ci ha sempre uniti.

Nessuna tempesta è mai stata troppo
Nessun terremoto ci ha mai scosso
Ma ora tu non mi cerchi più.

Foto ingiallite dal tempo
Profumi a meta
Questo solo mi resterà di noi?
Un mare di ricordi e questo,
Ma amerò sempre il calore
Che ancora mi dai.

L’amico mi consola come può
Tutto il mondo continua a girare
Ma io non riesco più a seguirlo
Nonostante tutto io ti desidero.

Nessuna tempesta è mai stata troppo
Nessun terremoto ci ha mai scosso
Ma ora tu non mi cerchi più.


Solo solitarie passeggiate nei magnifici giardini
Quelli che avevo disegnato per te
Tutto quello che l’infanzia ti aveva rubato
Lo avevo ricreato per te,
ora sarà la mia oasi.

Nessuna tempesta è mai stata troppo
Nessun terremoto ci ha mai scosso
Ma ora tu non mi cerchi più.